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Sabato 19 Maggio 2012
Ultimo aggiornamento 18/05/2012 21:01
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Da venerdì a domenica al Teatro Civico 14 'L'Incoronata' PDF Stampa E-mail

Luisa Sanfelice, Napoli, la rivoluzione del 1799 e l’ossessione. Sono solo quattro dei temi portanti de “L’Incoronata”, assolo teatrale scritto da Emanuele Tirelli per l’interpretazione di Mariangela D’Amora e la regia di Iolanda Salvato sulle musiche di Igor De Vita sarà in scena al Teatro Civico 14 di Caserta venerdì 24 [ore 21.00], sabato 25 [ore 21.00] e domenica 26 [ore 19.00].
La produzione di Tavole da Palcoscenico parte dalla figura storica di Luisa Sanfelice, donna molto chiacchierata e poco conosciuta che riappare in compagnia di sua madre a Piazza Carità a Napoli nella notte dell’anniversario della sua morte per consumare la vendetta nei confronti di Ferdinando di Borbone. Il re, accanito contro di lei, l’ha condannata a morire rifiutandole la grazia chiesta dalla stessa famiglia reale. Luisa si esprime in lingua napoletana e racconta un’esistenza profumata di fiducia, l’amore per il marito Andrea che la abbandonerà per debiti di gioco, le amicizie dissolte, la morte dell’unico uomo che abbia avuto cura di lei, la rivoluzione napoletana. L’ossessione deflagra sul palco in una più ampia e dolorosa consapevolezza. Gonfia di rancore, l’anima è cieca e preda di se stessa mentre inciampa in una corda sempre più robusta convincendosi che scioglierà tutti i suoi nodi in un colpo solo.
“Questa - commenta l’autore Emanuele Tirelli - è la storia della bellezza vinta da una solitudine numerosa e taciuta dal sorriso. Il racconto di una donna dibattuta e controversa. Di un periodo fondamentale per l’Italia, ma increspato da un regno ferino e da un ricordo sempre più sbiadito. E’ il ritratto di una necessità. La cornice di una città meravigliosa e forte, ma anche vanitosa e, troppo spesso, capricciosa e accondiscendente. L’unico vero incanto sarà quello dell’ascolto: è solo quando tutto è finito che tutto può iniziare davvero”.
La regista non si preoccupa di cucire addosso alla protagonista elementi in grado di confermare o negare le accuse che furono mosse al suo personaggio. “Con l’espressione attoriale di Mariangela D’Amora e i costumi di Adelia Apostolico - dice la Salvato - vogliamo raccontare questa vicenda come un’autoriflessione sull’Italia, su Napoli e su alcuni moti che caratterizzano l’essere umano”.


Redazione
Lun 20 Feb 2012 19:35