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“Il discorso di Mirabello – afferma l’On. Vincenzo D’Anna, membro della XII Commissione Affari sociali e Sanità – elude, con il tatticismo tipico di un politico consumato, la soluzione dei nodi che impediscono al Paese di compiere il cammino verso la Rivoluzione liberale, esprimendo una visione, che, nella migliore delle tradizioni degli scenari della vecchia repubblica, strizza l’occhio alle opposizioni e costruisce un fronte ricattatorio. Da una parte l’On. Fini afferma e conferma la sua solidarietà al Governo e si dichiara estraneo alla volontà di compiere ribaltoni, ma nella sostanza – prosegue D’Anna - apre la strada al conflitto e alla sua personalissima leadership, riproponendo una logica conservativa dello Stato e della Società, che si spinge fino a riproporre l’idea corporativa della compartecipazione, da parte degli operai, agli utili di impresa. L’On. Fini cavalca il Progetto federalista, dichiarandosi d’accordo – continua D’Anna – con l’adozione dei costi standard, ma nello stesso tempo evoca il principio del Federalismo solidale, andando anche contro gli interessi delle professioni sanitarie, che chiedono, invece e con forza, una vera svolta riformatrice, come quella già avviata dal Governo, come unica via per dare al Sistema sanitario un volto moderno, avanzato e liberale, che metta definitivamente in crisi il vecchio e odioso gioco delle clientele. Svolta senza la quale il Meridione d’Italia, in particolare, resterà ancorato ad un fronte di regresso e di subalternità. E’, insomma, la politica politicante – conclude D’Anna - che a Mirabello, ancora una volta, ha dato palese manifestazione di sé, attraverso un uomo e un discorso, indirizzato unicamente alla ricerca trasversale di consenso, eterogeneo e contradditorio, in diversi punti, e animato unicamente dalla volontà di dare vita ad un disegno strategico di vero e profondo cambiamento del Paese. Un disegno politico, che rischia, per questo, di precipitare le classi imprenditoriali e dirigenti in una pericolosa empasse, frenando il processo di trasformazione e sviluppo, che solo il compimento del programma politico ed elettorale votato dagli elettori può garantire”.
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