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| Petteruti:'La vicenda Magliocca desta emozione' |
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Egregio direttore, l’assoluzione di Giorgio Magliocca, già sindaco e consigliere provinciale, dopo un anno di privazione della libertà che il giudice ha riconosciuto ingiusta, desta emozione. Un’emozione manifestata con enfasi apologetica da chi si palesa più attento alla convenienza politica che alla rilevanza civile della vicenda. Non aggiungo la mia voce a quel particolare coro. Non per “quel” tipo di tripudio. Lo dico con sincerità: nessun feeling ho per la figura politica del protagonista, né per la parte politica di appartenenza, tanto meno per la pratica, nella veste istituzionale, dell’invettiva piuttosto che del confronto politico, della quale fui spettatore in questa città, da vicino di casa investito a mia volta di responsabilità di governo. Sento però il dovere civico e il desiderio umano di esprimere sincera soddisfazione per la restituita libertà, per la rinnovata serenità, per la cancellazione dell’onta che per lunghissimi mesi ha macchiato ingiustamente il percorso di vita di un cittadino oggi riconosciuto innocente. Come sono sinceri, e dolorosi, il raccapriccio che suscita il pensiero dei patimenti inferti inutilmente e preventivamente e la preoccupazione che questo sia solo un grano di una corona lunga di eventi intollerabili, derivino essi da cattive leggi o da cattivo uso delle leggi. Quale mai risarcimento o finanche vendetta, se fosse possibile, può ripagare chi abbia subito così a lungo e così duramente senza colpa? Chi porrà rimedio all’irreparabile danno d’immagine che sempre e comunque si associa a siffatte vicende? Si può, dopo un anno di privazione della libertà, chiudere tutto con un “Arrivederci e grazie. Abbiamo scherzato”? E quale il rimedio? Io non so quale sia né mi spetterebbe proporlo. So però che tutto ciò, ottocento anni dopo che la Magna Charta consacrò il principio dell’ “habeas corpus”, non è degno di un Paese che (ormai quasi abusivamente) si definisce civile. Percepisco che al cittadino comune ripugni dover constatare che, malgrado il presidio di principi costituzionali alfine più deboli della “prassi”, la certezza del diritto alla libertà possa essere così vulnerata. Questo evento, con quelli simili di cui è ricca la cronaca, insegni che coloro i quali incarnano i poteri legislativo e giudiziario hanno il dovere civile e morale, ciascuno per la propria parte, di prevenire simili storture, strutturando regole idonee ad evitarle e imponendo a tutti, in gradata responsabilità, di rispettarle rigorosamente. A Magliocca che sulla sua pelle ha sperimentato quanto sia dolorosa quest’esperienza e come si addicano al cittadino probo e al buon politico (non meno che a coloro che di questi hanno il compito di giudicare le azioni) prudenza e temperanza, auguro il giusto ristoro del sacrificio ingiusto che ha dovuto subire. Al mio Paese auguro che di fronte a questi obbrobri si risvegli a rinnovata civiltà (esso che è stato la culla del diritto), prima che sia troppo tardi.
Nicodemo Petteruti già sindaco di Caserta |
| Redazione |
| Mer 22 Feb 2012 18:34 |







Riceviamo e pubblichiamo:

