 L’interpartitico della maggioranza per la definizione della nuova giunta non si terrà questa sera. L’incontro è stato ufficialmente rinviato a causa di impegni precedentemente assunti dall’Udc con la direzione provinciale del partito. Le indiscrezioni, intanto, si rincorrono nei corridoi della politica maddalonese, gli addetti stampa tentano ricostruzioni avventate e impazza il toto-assessori. La verità è però ben altra. Se le cose dovessero rimanere al punto in cui sono, nell’esecutivo del primo cittadino Antonio Cerreto non si muoverà una virgola, come noi abbiamo annunciato diverse settimane fa nell’articolo dedicato alla fine delle ostilità tra il Pdl e Noi Sud. Allo stato dell’arte non ci sarà nessun nuovo ingresso nella maggioranza, perché, dopo il no di Pd e Uniti a Sinistra, tocca solo a Città Democratica ribadire la sua posizione. La maximanovra di allargamento è fallita e l’unica novità potrebbe essere a questo punto ‘l’aggiunta’ della consigliera Cafarelli alla maggioranza. Probabilmente finirà così, senza particolari stravolgimenti, nessuna nomina di tecnici e niente governo istituzionale per il bene della città. Il giro di consultazioni è stato solo una perdita di tempo. Resta però comunque aperto uno spiraglio che potrebbe compromettere il quadro attuale e determinare la rinascita della vecchia maggioranza Cerreto, quella che uscì vittoriosa dalle elezioni comunali, unica reale opzione in campo. Dietro l’operazione dell’allargamento, infatti, manovra che tutti sapevano sin dall’inizio irrealizzabile, si è sempre nascosto il tentativo di recuperare il rapporto con Città Democratica. Una possibilità difficile da concretizzare per una serie di motivi. Il vero nodo, infatti, non sono i tecnici né l’allargamento, ma lo smacco che subì Città Democratica che, dopo aver consentito con l’impegno di Caturano la vittoria di Cerreto, fu prima ridimensionata e poi ‘tradita’ con la rottura di quel patto di ferro che faceva della civica l’alleato strategico del Pdl con l’ex assessore Gianni Bruno nelle vesti di notaio. Il ritorno di Città Democratica è possibile solo se Noi Sud e Nicola Corbo saranno ridimensionati immediatamente e progressivamente messi in un angolo per poi andare all’opposizione. Questo scenario comporterebbe un vero stravolgimento nella geografia della maggioranza. A questo punto il sindaco potrebbe farsi forte del ritorno di Caturano, rompere con Santangelo e Corbo, gli avversari storici che sta sopportando in giunta, e procedere allo smantellamento di quei gruppi consiliari scomodi, operazione già partita nelle ultime settimane. Pdl, Popolari liberali, Upm e Città Democratica consegnerebbero a Cerreto una maggioranza di 14 consiglieri, incluso il sindaco, che dovrebbe essere completata con l’innesto di nuovi indipendenti. A riguardo la lista cresce di ora in ora perché la vera operazione di rafforzamento del sindaco è proprio questa. Nel gruppo ormai dissolto dei Cristiani Democratici lo smantellamento è stato già concluso e dalla sua parte il primo cittadino ha due consiglieri, Magliocca e Lombardi, su tre, Sferragatta è con Corbo che nei piani dovrebbe andare a casa. Stessa operazione potrebbe accadere in Noi Sud dove Vigliotta e Lettieri, seppur apparentemente rientrati, sono da settimane vicinissimi al sindaco e camminano parallelamente alla consigliera Cafarelli. Conti alla mano il sindaco potrebbe avere ben 19 consiglieri dalla sua parte e poter così procedere alla ricomposizione della giunta. In questo caso in sella resterebbero per il Pdl solo gli assessori Vincenzo Cerreto e Rosa De Lucia mentre a casa andrebbero Angelo Rispoli e Vincenzo Lerro, lasciando libere le due poltrone da consegnare a Città Democratica. Agli indipendenti ai cinque indipendenti, divisi in due gruppi, andrebbero due assessorati, quello di Vincenzo Santangelo e Nicola Corbo, liberando anche l’ostacolo degli alleati scomodi a Città Democratica. Ma questa è solo un’ipotesi remotissima, ma comunque in campo anche se ben occultata. Nelle prossime ore le nuove evoluzioni.
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